Il gazzettino delle Terre Inesplorate

L'AZIONE COLONIALE

Amministrazione Centrale per le Colonie dell'Impero

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  • 27 maggio 2069 - VI
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Alto patronato per lo sviluppo economico

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L'Impero comunica

Avviso coloniale

In molti, ormai si vede chiaro, han preso in avversione l'impresa coloniale, vuoi chi per difformità di vedute, chi altro per totale incomprensione dell'intimo significato della stessa. In entrambi i casi, ammesse le corresponsabilità dell'Impero, ci sembra doveroso produrre queste righe per metter in chiara luce ciò che è ma ancor più ciò che non è. Chi si fosse illuso, capitando in questo luogo, di essere incappato in un anonimo passatempo, ne è rimasto e ne resterà, a seconda dei casi e del proprio spirito individuale, spesso deluso, infastidito probabilmente, oltraggiato forse. Ad essi mi rivolgo, poiché son dell'idea che ve ne siano ancora tra noi, con queste parole: vorreste darci a intendere che in tutto questo non vi siete resi conto di ciò che vi sta intorno? Che non vi siete posti alcuna domanda? Che non vi è frullato per la testa di sollevare alcuna questione riguardo a ciò che non siete in grado di afferrare? A voi tutti una sola considerazione ho da farvi, che è la seguente; troppi sono quelli che battono le mani a tutto e a tutti approvando ogni cosa e mostrano di credere che discutere un sol punto equivalga a mettere in discussione l'autorità tutta; il che non è altro che servilismo e opposizione morale alla nostra concezione di vita. Non ho mai avuto né mai avrò la presunzione di credere ne tantomeno pretendere che ogni essere umano possa essere naturalmente in accordo con una qualsiasi visione spirituale, ragion per cui non si da affatto per scontato che questo luogo sia destinato ad accogliere indiscriminatamente chiunque vi si presenti alle porte; l'unica cosa che vi si richiede è di riconoscere in tutta sincerità la misura del proprio spirito rivoluzionario, consentendovi di prendere parte a ciò che si pone l'ambizione di dar forma solida alle fondamenta di un nuovo modo di concepire l'esistenza stessa dell'umano. Chi coglie questo sarà con noi.

crisi legislativa Ventunesimo giorno senza una costituzione. Fermi i lavori della Costituente

Declino della società alla base dello stallo di governo

Il Comandante: «Non dobbiamo sottovalutare la cronica assenza di coesione sociale.»

Tre settimane dopo l'insediamento del Comandante, la situazione nelle Terre rimane pressochè invariata; anzi, per certi versi le cose vanno sempre peggio. Le trattative finalizzate a dare un governo alla colonia, dopo un timido segnale di apertura, sono ancora in fase di stallo e le commissioni deputate all'amministrazione del territorio non sono nemmeno state delineate; l'abusivismo edilizio è totalmente fuori controllo e in molti esercitano in maniera arbitraria le funzioni statali al fine di sopperire, chi a torto e chi a ragione, alla completa mancanza di enti pubblici. Le ragioni di questa gravissima crisi morale prima ancora che sociale, sono da ricercare nelle radici che danno origine alla perdita totale del senso di appartenenza ad una comunità, facendo prevalere gli interessi dei singoli insediamenti rispetto allo sviluppo della Colonia. Nella società l’uomo non è un individuo separato da tutti gli altri e per sé stante bensì visto in un rapporto che trascende l’individuo particolare e lo eleva a membro consapevole di una società spirituale. Lo Stato è un assoluto, davanti al quale individui e gruppi sono il relativo, pensabili esclusivamente in quanto parte dello Stato, dotato di una sua consapevolezza, una sua volontà che dirige il giuoco e lo sviluppo materiale e spirituale delle collettività. È lo Stato che educa i cittadini alla virtù civile, li rende consapevoli della loro missione, li sollecita all’unità; quando declina il senso dello Stato e prevalgono le tendenze dissociatrici e centrifughe degli individui o dei gruppi, le società nazionali volgono al tramonto.

Il futuro del trasporto su rotaia

L'automazione è la chiave per lo sviluppo

Tutti nella vita abbiamo avuto la necessità di spedire delle merci; per quelle di piccole dimensioni si opta per una pratica consegna postale, altrimenti la soluzione è sempre la stessa: recarsi in stazione, prendere il berretto da macchinista e mettersi alla guida di una fumosa locomotiva a vapore. E se invece fosse possibile far viaggiare dei convogli senza conducente? Troppo pericoloso? Niente affatto! Almeno questa è la risposta fornita dal capo ingegnere della spedizione; secondo quanto spiegatoci infatti, la tecnologia necessaria non solo è in nostro possesso, ma addirittura già impiegata su alcune tratte della rete ferroviaria. Il vero problema è posto da una strana legge fisica vigente nelle Terre che pare impedire qualsiasi spostamento di materia al di fuori di un raggio di circa 80m da ogni essere umano. Se l'origine di tale fenomeno è ancora sconosciuta, un dispositivo in grado di aggirare tale limite è stato teorizzato. Ora aspettiamo soltanto il suo impiego operativo.

Edilizia L'educazione alla tutela del territorio è più importante di apposite leggi

Diversi insediamenti si presentano in queste condizioni; con nuove leggi si potrà procedere all'abbattimento

Dov'è finito il prestigio imperiale?

La millenaria tradizione edilizia che pervade l'Impero sin dalle sue origini pare essersi interrotta in un territorio così remoto; abbandonato il suolo natio che da sempre dà luce alle più alte menti dell'ingegno umano, sembrerebbe che i coloni abbiano perso ogni legame con il passato. I fasti delle metropoli imperiali cedono il passo a grezzi monoliti e le sapienti tecniche di impiego dei materiali è come se mai siano esistite. Cosa direbbero Ictino, Vitruvio, Brunelleschi e tutti i grandi architetti della nostra storia se si trovassero in mezzo a noi? Possibile che con un simile passato di gloria abbiamo perso la capacità di apprezzare la bellezza?

Nether Nuovo sconvolgente scenario

Le Terre Inesplorate continuano a stupire

Successivamente all’apertura di misteriosi portali da parte della popolazione coloniale, ci si è ritrovati di fronte ad una sconvolgente scoperta. Questi varchi spazio temporali permettono l’ingresso in una nuova dimensione, non certo ospitale ma alquanto affascinante.
La nuova Terra, indicata da antichi reperti rinvenuti con il nome di Nether, si compone di diverse lande desolate bagnate da laghi lava per le quali si aggirano autoctone figure antropomorfe apparentemente pacifiche; ulteriori spedizioni hanno portato alla scoperta di monumentali strutture a protezione di tesori e bizzarre risorse, sorvegliate da mostruose creature dotate di una potenza e di una ferocia inaudita. Il Nether si può così dire rispecchi un vero e proprio scorcio di Inferno nelle Terre Inesplorate.
Alcuni impavidi coloni desiderosi di portare la luce della civiltà anche in quel luogo così ostile, nonostante le mille difficoltà riportate, sono riusciti ad esplorare dettagliatamente una ragguardevole area di quelle sconfinate lande infuocate, ottenendo preziose informazioni circa la sua natura.
Alcuni giorni fa tuttavia, una nuova spedizione partita con l'obiettivo di raccogliere e studiare le risorse presenti ha riscontrato un'inattesa anomalia. Qualcosa appare infatti completamente mutata nel funzionamento dei portali; secondo quanto riportato dai membri della spedizione, l'attraversamento dei varchi produce una macabra ed inquietante alterazione spazio-temporale. La realtà che si presenta una volta varcata la soglia è surreale: una deformazione lugubre e priva di tempo delle Terre Inesplorate dove non esiste giorno o notte, ed ogni cosa, naturale o artefatta che sia, risulta deturpata all’inverosimile. Ancora nulla si sa delle origini di questo strano fenomeno, né tantomeno se sia possibile porvi rimedio; informata immediatamente l'Amministrazione Centrale, una preparatissima equipe di scienziati e fisici è stata inviata per indagare su quanto accaduto. Per il momento ogni accesso al Nether è vietato ed è stata ordinata la distruzione di ogni portale conosciuto.

La causa coloniale tra primato e noia

È sotto gli occhi di tutti che l'avventura coloniale stia attraendo ogni giorno nuovi volontari, i quali attendono impazientemente che sia loro concesso di sbarcare nel Nuovo Mondo. Messo piede in terra straniera però sono tanti, forse troppi, quelli che non hanno la minima idea di cosa significhi portare la civiltà in un ambiente incontaminato, quando addirittura non in grado di sopravvivere autonomamente. In questi casi la domanda "come ci sono finiti qui?" sorge spontanea. Se da un lato le cause sono imputabili all'organizzazaione intera che gestisce il reclutamento dei nuovi coloni, non si può dire che quest'ultimi siano esenti da ogni responsabilità; al contrario si può constatare come molti di loro siano animati più dalla noia che dall'ardore, facendo così naufragare in breve tempo ogni ambizioso progetto di sviluppo coloniale. Il compito di redimere un mondo così selvaggio per innalzarvi la bandiera simbolo di millenni di civiltà è senza ogni dubbio un compito tanto complesso quanto oneroso, che richiede lo sforzo congiunto della meglio gioventù imperiale. La sola possibilità che ciò non si riesca a raggiungere costituirebbe un indelebile sfregio al primato che l'Impero ha da sempre rappresentato per l'umanità tutta; e la responsabilità di una simile sciagura sarebbe solo e soltanto nostra.